Uno dei  fattori che  incidono sull’invecchiamento  è costituito sicuramente dalla alimentazione,non  solo in  relazione all’assunzione di  antiossidanti ma  anche al  bilancio delle sostanze chimiche  e alla quantità  di calorie introdotte.

Gli zuccheri influenzano in  maniera sensibile l’invecchiamento attraverso il  meccanismo della glicazione delle proteine,di  cui abbiamo  gia  parlato a proposito della degradazione del  collageno  cutaneo. L’assunzione di  zuccheri raffinati con  elevato indice  glicemico (soprattutto  il riso) determina  un a stimolazione  alla produzione di  insulina che  ha  effetti dannosi  sull’organismo. Infatti  oltre all’accumulo di  tessuto  adiposo si  assiste ad  una ipoglicemia reattiva   con  stimolazione  alla  produzione di   cortisolo e alla lunga  danni alle cellule cerebrali. Non solo : la  stimolazione di insulina  riduce per  un  gioco  di  competizione   recettoriale la  produzione di  GH   che come  abbiamo visto  tanti benefici apporta all’organismo .Poichè la  produzione di  GH  avviene soprattutto  nelle ore  notturne  una  delle regole basilari è quella di non  assumere zuccheri per  almeno tre  ore  prima  di  addormentarci.

Gli  zuccheri hanno  inoltre  la  capacità di  trattenere  acqua e  provocare  ritenzione di liquidi. IL  tessuto  adiposo è un  grande nemico  del  corpo  umano  in  quanto converte  il  testosterone in  estrone ,l’”estrogeno cattivo” che  provoca  ritenzione urinaria e  aumento della  pressione sanguigna.

La  restrizione  calorica apporta  benefici  notevoli all’organismo  non  solo sotto il profilo  metabolico ma  anche sotto  quello  ormonale: un  minor  calo di  dhea nel  corso degli  anni, un  aumento della  produzione di  GH,un a minore  mortalità  per  cancro  e  malattie  coronariche.

Anche le  bevande alcoliche,per  quanto considerate benefiche dal  punto  di  vista  antinvecchiamento per  l’elevata  quantità  di  polifenoli, hanno  aspetti  negativi: infatti aumentano  il  consumo di  vitamina  B12 (provocando un  aumento della omocisteina nel sangue,responsabile di  danno cardiovascolare) accelerano la  conversione del  testosterone in  estradiolo e  diminuiscono la  produzione di  GH . Il  caffè (nonostante i  suoi  effetti  positivi  nel ridurre  il  rischio del  Parkinson  e  dell’Alzheimer’s) non  è  esente  d a  rischi,in  quanto anch’esso  stimola la  produzione di  insulina  e  aumenta  la  quantità  dell’omocisteina  ematica.

un  aspetto  molti  importante è costituito  dall'assunzione di  grassi  "buoni"  piuttosto  che   una  dieta  povera  di  grassi. Esistono   infatti diversi tipi  di  grassi:

monoinsaturi

acidi grassi  essenziali

grassi  saturi

grassi  trans

Una  dieta  anti  age  corretta comprende  un aumento  dei  grassi  monoinsaturi  (quelli  contenuti  nell'olio  di  oliva) ed degli  omega3 ed  omega 6(contenuti  essenzialmente nell'olio  di  pesce) e  una  riduzione dei  grassi saturi e trans  (contenuti  nelle  margarine e  nei  cibi  industriali) Questi  ultimi  infatti  provocano  un  aumento  del colesterolo HDL e  un  aumento  del  rischio di  cancro e  malattie  tromboemboliche. In  ogni caso  la  presenza    dei  grassi  nella dieta è  molto importante al  fine  di  aumentare il  senso  di  sazietà (tramite  la  produzione  di  leptina).In  modo  particolare gli  acidi  grassi  omega  3 ed  omega  6 hanno un  azione  molto  positiva stimolando  la  funzione  insulinica,e  stimolando  la   eliminazione  di acqua  d a  parte del  rene