Le lesioni iperpigmentate in dermatologia sono estremamente numerose e hanno una origine estremamente complessa.Esse si differenziano in iperpigmentazioni epidermiche. e iperpigmentazioni dermiche. Inoltre si differenziano nelle iperpigmentazioni con aumento del numero dei melanociti e iperpipigmentazioni con aumento della melanina.

Le iperpigmentazioni possono essere indotte anche da farmaci (fenotiazinici, idantoina, antimalarici, fenolftaleina, arsenico) .un farmaco frequentemente prescritto dal dermatologo che può dare iperpigmentazione è la minociclina.

Possono presentarsi nel corso di numerose malattie sistemiche ed endocrine.Tra queste ricordiamo il morbo di Addison, la malattia di Cushing, l'ipertiroidismo.

Dal punto di vista della dermatologia plastica le iperpigmentazioni di comune riscontro sono le seguenti.

Le efelidi che si localizzano nelle aree fotoesposte e sono dovute ad un aumento di produzione di melanina per stimolazione solare.

Le lentigo solari sono dovute ad un aumento dei melanociti e sono espressione di invecchiamento cutaneo. Vanno differenziate dalle lentigo simplex.

Il melasma è una condizione acquisita dovuta alla comparsa di chiazze iperpigmentate irregolari nelle zone fotoesposte correlate spesso all'uso di pillola o a fattori ormonali. IL melasma può essere epidermico, dermico o più spesso misto. La natura del melasma è molto importante ai fini della prognosi.

Esistono poi altre lesioni iperpigmentate a carattere epidermico quali le chiazze caffè latte e il nevo spilus mentre le lesioni dermopeidermiche sono costituite dalla iper pigmentazione postinfiammatoria e dal nevo di Becker. Anche la pecilodermia di civatte, in cui l'aspetto preponderante è costituito dalla eritrosi, presenta una componente iperpigmentata. Leggi l'articolo del dr Parodi sul sito isplad riguardo la pecilodermia di Civatte

La iperpigmentazione post infiammatoria è una manifestazione tutt'altro che rara e può conseguire a acne, follicolite, eczema e a qualunque altro tipo di agente irritante sulla cute. come il melasma, si divide anch'essa in epidermica e dermica. A questo gruppo è da ascrivere la iperpigmentazione meccanica dovuta per esempio allo sfregamento continuo dei vestiti.

Le iperpigmentazioni profonde cioè dermiche sono rappresentate dai nevi che possono essere giunzionali composti o fascicolati.

Esistono poi le iperpigmentazioni degli arti inferiori secondarie a trattamento scleroterapico, evento molto frequente. in questo caso il responsabile del pigmento è l'emosiderina ed è dovuto allo stravaso di eritrociti attraverso la parete endoteliale danneggiata.

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Il primo step nel trattamento delle iperpigmentazioni è costituito dalle sostanze topiche.Esistono in commercio numerosi agenti depigmentanti capaci di interagire con la sintesi della melanina inibendo la tirosinasi (fase enzimatica) o agendo sulla fase non enzimatica. Sconsigliamo vivamente l'uso di queste sostanze senza la preventiva consultazione dermatologica.

Ricordiamo che dal 2001 l'uso dell'idrochinone è considerato "off  label"  in Italia.Sulla  "safety "dell'idrochinone  può essere interessante consultare l'abstract di  un  recente articolo comparso  sull'American  Academy  of  Dermatology.

Fondamentale nel trattamento delle iperpigmentazioni è la protezione solare. Gli schiarenti possono essere utili nel trattamento del melasma epidermico mentre raramente funzionano nelle altre lesioni pigmentate benigne.Non funzionano inoltre quando il pigmento è di origine emosiderinica.

Ecco un quadro riassuntivo delle sostanze schiarenti

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Un articolo della grande cosmetologa americana Zoe Diana Draelos (Cosmetic dermatology ottobre 2006) rivede le sostanze depigmentanti per uso topico sul viso. Interessante è l'accenno a mequinolo un derivato dell'idrochinone, non tossico per i melanociti, in vendita negli States in abbinamento al retinoide e al butilresorcinolo approvato in Giappone. Anche per la Draelos l'idrochinone rimane il "gold standard" nel trattamento dell'iperpigmentazione.

Le lesioni pigmentate superficiali possono essere trattate con crioterapia o peeling :tuttavia la metodica più moderna è costituita dal laser q-switch o dalla luce pulsata. Le lesioni pigmentate profonde possono essere trattate con laser q-switch (nd-yag, rubino o alexandrite) o asportate chirurgicamente (se possibile).

Per comprendere appieno la complessità delle iperpigmentazioni guarda gli schemi relativi.

Lesioni epidermiche

Lesioni dermiche

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