IL sudore è il risultato della attività delle ghiandole eccrine e apocrine che costellano la superficie cutanea. A differenza delle eccrine, le ghiandole apocrine sono localizzate a livello di ascelle, areola mammaria e genitali. Attraverso il sudore si realizza la eliminazione di sostanze non necessarie all'organismo e la termoregolazione.Il sudore, che è un derivato dal plasma sanguigno, contiene gli elettroliti plasmatici quali sodio, cloro, potassio unitamente all'urea e all'acido lattico. L'"odore del sudore" dipende dall'attività dei batteri presenti alla superficie cutanea i cui enzimi danno origine alla formazione di acidi grassi liberi ;tali batteri sono saprofiti, cioè abitualmente residenti sulla superficie cutanea.

COME AGISCONO I DEODORANTI ?

Bisogna innanzitutto distinguere tra la attività deodorante e quella antitraspirante: quest'ultima si riferisce al vero e proprio blocco della sudorazione. Gli antitraspiranti contengono dei sali di metalli come l'alluminio e lo zinco, in grado di formare un "tappo" occlusivo del dotto ghiandolare .Per essere veramente attivi, la concentrazione dei sali deve essere almeno di un 20%. Un altro trattamento possibile per la iperidrosi è la ionoforesi, che si avvale della possibilità di far passare degli ioni da una soluzione ai tessuti del paziente mediante corrente elettrica.

Secondo i dati della letteratura internazionale dermatologica, tale sistema determina risultati superiori agli altri tipi di trattamento. L’applicazione dura 30 minuti al giorno finchè non si verifica il blocco della sudorazione. I risultati così raggiunti possono durare fino a sei settimane.

Le sostanze con azione deodorante possono contenere battericidi, batteriostatici, (es benzalconio cloruro) deviatori enzimatici. Questi ultimi sono sostanze che agiscono sugli enzimi batterici responsabili della degradazione dei prodotti ghiandolari.( es trietilcitrato)

Gli adsorbenti invece sono delle sostanze attive sugli acidi grassi a catena corta capaci di renderli non volatili quindi non odorosi(es ossido di zinco, zinco glicinato)

Infine esistono i cosiddetti coprenti, cioè sostanze profumate che mascherano l'odore e hanno anche azione batteriostatica.(a questo scopo sono impiegate molte essenze vegetali)

Come formulazione, si suggerisce l'uso o di aerosol senza propellenti o di creme;sconsigliati i deodoranti in stick e i roll on.

La iperidrosi può essere combattuta anche con farmaci sistemici, quali gli anticolinergici, che però hanno effetti collaterali indesiderati.

Il glicopirrolato può essere utile nel trattamento delle iperidrosi perchè dotato di effetti collaterali scarsi. altri anticolinergici usati sono la propantelina e l'oxibutinina.Nelle forme di iperidrosi legate a stress, sono stati utilizzati i beta bloccanti in piccole dosi.

Una metodica molto interessante nel trattamento della iperidrosi è la tossina botulinica .Questa determina una riduzione della secrezione sudoripara che perdura 4-11 mesi. Le iniezioni, soprattutto se localizzate a livello palmoplantare, possono risultare dolorose.

Perchè gli antitraspiranti falliscono ? si chiede la grande dermatologa statunitense Diana Draelos in un recente articolo.

in realtà la autrice puntualizza prima alcuni concetti fondamentali..

l'antitraspirante è cosa diversa dal deodorante in quanto non migliora solo la qualità del sudore ma ne riduce anche la quantità;;tuttavia l'antitraspirante funziona anche come deodorante in quanto riduce il substrato per l la crescita batterica. Esso agisce coagulando le proteine nel dotto sudoriparo delle ghiandole (siano esse eccrine o apocrine) formando un tappo corneo che ostruisce il dotto stesso. gli unici due sali metallici contenuti negli antitraspiranti sono l'alluminio e lo zirconio. Normalmente un antitraspirante viene considerato efficace se la sua capacità di ridurre la sudorazione almeno del 30%

Ma quali sono le garanzie che un antitraspirante sia efficace? la condizione base è che si crei un tappo corneo di lunga durata; affinchè ciò avvenga è necessario arrivi effettivamente entro il dotto ghiandolare. Molto importante è quindi la formulazione: difficilmente un prodotto in spry sarà attivo, mentre lo sarà più facilmente un prodotto in stick. Fondamentale sarà poi l'aggiunta di sostanze siliconiche per diminuire l'effetto irritante dei sali di alluminio che hanno un ph molto acido.

Detto questo, si possono approfondire le cause del non funzionamento degli antitraspiranti.

Secondo l'autrice americana la causa principale consisterebbe nella cattiva composizione dei prodotti (soprattutto di quelli più economici) per cui il principio attivo non viene correttamente veicolato. Inoltre -sostiene l'autrice-l'antitraspirante deve essere in grado di creare un vero e proprio film in zona ascellare;la sostanza deve essere applicata su zona asciutta ed eventualmente in occluso. Se questo film non è resistente all'acqua la traspirazione lo porterà via prima che sia sia formato il tappo corneo. Questo tappo corneo si forma non subito ma entro dieci giorni;pertanto il paziente deve essere costante nell'applicazione prima di arrivare alla conclusione che il prodotto non funziona. inoltre la creazione di tale tappo può essere incrinata dallo sfregamento dei vestiti e dalla rasatura;anche di questo bisognerà tenere conto. Per questo è sempre più opportuno che l'antitraspirante sia applicato anche e soprattutto la sera.