Il consulto dermocosmetico
Una delle principali novità che la dermatologia plastica è in
grado di rappresentare è la cura della pelle sana, vale a dire la visita dermatologica non per guarire una patologia in atto ma per migliorare la qualità della cute, del capello, per correggere l'inestetismo, per scegliere un emolliente, per capire quale cosmetico è il più adatto, per valutare una formazione
nuova presente sulla pelle.
Si tratta di una visione completamente diversa da quella finora dominante che considerava il dermatologo un medico che si
dovesse forzatamente occupare di malattie cioè di alterazioni
atte a determinare disturbi.
In questa accezione, il
dermatologo plastico utilizza le sue conoscenze della fisiologia della cute per affrontare i numerosi problemi che spesso affliggono i pazienti perche costituiscono un problema estetico: la ruga.la seborrea, la couperose, la
cellulite, ecc
Pertanto, il dermatologo plastico effettuerà una consulenza dermocosmetica per un
check up cutaneo, valuterà la produzione di sebo, chiederà alla paziente una lista dettagliata di tutte le sostanze applicate sul viso e formulerà dei suggerimenti in base ad una valutazione
esclusivamente medica.
E' ovvio che la consulenza non si limiterà all'aspetto medico ma riguarderà anche quello chirurgico: sarà cioè compito del
dermatologo plastico consigliare un tipo di peeling, suggerire un
filler, prendere in considerazione l'utilizzo di un laser.E tutto questo dovrà avvenire non certo rinnegando ma accentuando l'impostazione medica, cioè rigorosamente scientifica.
"Curare la pelle sana per evitare di curare la pelle malata"
potrebbe essere lo slogan di una sfida che questa nuova figura professionale deve affrontare, conscia della propria peculiarità e della originalità del suo
ruolo.