La radiazione ultravioletta che proviene dal sole si divide in UVC (270-290) UVB (290-320) e UVA che viene suddivisa in UVA 2 (320-340) e UVA1 (340-400).L'UVC filtrato dall'ozono non arriva alla superficie terrestre.La quantità di UVA e di UVB che arriva alla terra dipende dalla latitudine, dalla altitudine, dalla stagione, dall'ora del giorno, dalla quantità di nuvole, e dallo strato di ozono. La quantità di UVA che arriva e 20 volte maggiore della quantità di UVB.

Gli UVB determinano una risposta acuta consistente in eritema edema seguita da pigmentazione ispessimento della cute e aumento della sintesi di vitamina D. Gli UVA sono molto meno efficienti nel produrre eritema mentre sono responsabili del fenomeno della pigmentazione immediata e della pigmentazione persistente. Quest'ultima è dovuta all'aumento della attività tirosinasica con aumento del numero dei melanociti.

Sia gli UVA che gli UVB hanno effetto immunosoppressivo e sono correlati al danno al Dna e all'insorgenza di tumori.

Schema degli effetti dei raggi solari sulla pelle

La nozione che i raggi solari sono responsabili dell'invecchiamento cutaneo e dell'insorgenza di tumori ha stimolato la produzione di filtri solari sempre più sofisticati.

Il filtri solari possono essere divisi in due gruppi: quelli di tipo chimico e quelli di tipo fisico (detti anche schermi).

Tra i filtri chimici annoveriamo gli esteri dell'acido paraaminobenzoico, i cinnamati, i benzofenoni, i salicilati, i quali contengono sostanze che assorbono le radiazioni, mentre gli schermi fisici (come il biossido di titanio, l'ossido di magnesio, l'ossido di zinco, l'ossido di ferro)costituiscono una barriera che riflette la luce.

Le sostanze chimiche assorbono il 95% dei raggi UVB compresi fra i 290 e 320 nm ma hanno scarso potere sugli UVA, compresi fra i 320 e 400 nm.

LO SPETTRO DI ASSORBIMENTO PUO' ESSERE VALUTATO IN QUESTO SCHEMA Si può notare l'ampia gamma di azione del tinosorb, uno dei filtri attualmente più usati, superiore a quella dei filtri fisici (vedi curva verde del biossido di titanio) Esiste poi tutta una gamma di filtri che vengono utilizzati solo per gli UV. Tra questi i più moderni sono costituiti dall'octocrylene (che arriva anche agli UVA2), e dai triazonici mentre sempre meno sono utilizzati i benzofenoni e i cinnamati).Molti filtri solari di qualità contengono anche il mexoril SX che copre anche una parte degli UVA mentre il dibenzoil-metano è caduto in disuso per la sua scarsa stabilità. Da notare che solo una sostanza vegetale è in grado di proteggere dalla luce blu. (oltre i 400 nm)

L'efficacia dei filtri solari si valuta con il cossidetto fattore di protezione:(SPF) esso indica il rapporto tra la dose minima eritema di esposizione al sole con filtro e senza filtro. In altre parole, un soggetto che può stare al sole senza scottarsi per 10 minuti con un filtro solare a protezione 6 potrà stare al sole senza scottarsi per 60 minuti.

Attualmente i fattori di protezione sono riportati per gli UVB, difficilmente per gli UVA, e comunque i metodi per determinare i filtri per gli UVA sono più complessi e controversi. Ricordiamo la IPD e la PPD. Attualmente si considera buona una PPD superiore a 4.

Il fattore di protezione dei filtri chimici dipende anche dalla concentrazione della sostanza del filtro.

Attualmente le ditte produttrici presentano sempre più spesso nuovi schemi fisici senza componenti chimiche.I filtri fisici presentano numerosi vantaggi quali la fotostabilità, la buona tollerabilità, l'assenza di allergia. Tuttavia non sempre la loro accettabilità cosmetica risulta buona, anche se negli ultimi tempi è notevolmente migliorata. Nella scelta del filtro solare molta importanza va anche al veicolo in quanto questo può modificare le proprietà strutturali della molecola.

Per quanto riguarda l'uso pratico dei filtri noi consigliamo sempre e in ogni caso l'uso di un filtro in caso di esposizione al sole per qualunque soggetto e in qualunque età. L'uso del filtro dovrà essere scelto in base alle caratteristiche della pelle del soggetto (il cossidetto fototipo), all'età, alle eventuali patologie presenti, alla zona geografica di esposizione, e andrà comunque discusso con il Dermatologo piuttosto che affidato a scelte soggettive di pura gradevolezza..

Ecco altre importanti osservazioni sull'uso dei filtri solari.

Le formulazioni cosmetiche in cui si trovano i filtri solari sono:

gli oli, le lozioni, le creme e gli unguenti, i gel, gli spry, gli stick.

Gli oli permettono un fattore di protezione del 2-4 generalmente insufficiente.

Poiche le sostanze attive nella fotoprotezione sono lipofile, si capisce come aumentando il fattore di protezione, aumenti generalmente il grado di untuosità della crema. Questo spiega anche il fatto che i gel abbiano un spf limitato, anche non possano essere applicati per formare un film sulla pelle. La migliore formulazione è senza dubbio costituita dallo stick, sia per quanto riguarda la stabilità che la possibilità di ottenere lo spf effettivamente presentato sull'etichetta del prodotto

.Perchè i filtri resistenti all'acqua possono non funzionare ?

Questo può essere dovuto alla scarsa aderenza dello schermo alla cute o alla degradazione delle sostanze attive ad opera dell'acqua.

La degradazione dei filtri è in generale molto importante, soprattutto con i filtri fisici: per questo si raccomanda di non usare il prodotto oltre la data di scadenza;in generale l'integrità del prodotto è indicato dal colore bianco dello stesso. Un particolare aspetto della fotoprotezione è costituita dalla fotoprotezione dei capelli.

Quando si parla di protezione solare, si ci riferisce normalmente alle creme da applicare sul corpo;ci si dimentica però dell'esistenza di altre importanti metodi di protezione quali sono costituiti dai vestiti, dai cappelli, dagli occhiali e dal make up.

Forse pochi sanno che esiste un UPF, equivalente allo SPF delle creme, il quale indica il grado di protezione solare offerto da un tessuto;vale dire di quanto può essere prolungato il tempo di esposizione per avere l'eritema.Uno studio eseguito dalla Comunità Europea ha dimostrato che il 33% dei vestiti ha un UPF insufficiente (<15) e solo la metà presenta un UPF superiore a 30.I fattori che influenzano l'UPF sono costituiti dal tipo di fibra, (il cotone e il lino hanno un UPF inferiore a 15 !)dal lavaggio e dalla stiratura(che normalmente fanno aumentare l'UPf), da eventuali trattamenti chimici, dal colore (i vestiti scuri hanno un UPF maggiore) e dal grado di aderenza alla cute (maggiore è l'aderenza minore è la fotoprotezione)

I cappelli costituiscono un altra fonte di protezione. E' stato calcolato che un cappello a larga tesa (>7, 5 cm) produce un SPF 7 per il naso, 3 per le guance, 5 per il collo 2 per il mento.Sotto i 7, 5 cm i valori scendono in maniera significativa.

Un altro aspetto importante della protezione solare è costituito dagli occhiali, in virtù del fatto, ormai consolidato, che sia le radiazioni UVA che quelle UVB possono provocare dei danni, sia acuti che cronici alle strutture dell'occhio.(in particolar modo la cataratta)A differenza degli occhiali chiari che bloccano le radiazioni solo sotto i 320 nm, gli occhiali scuri proteggono anche dagli UVA. E' stato dimostrato che chi usa gli occhiali da sole tende a proteggere meno la cute del corpo.

Non dimentichiamo poi il fondo tinta;normalmente un fondo tinta ha un SPF che va dai 3 ai 4;tuttavia questa capacità viene persa nel giro di poche ore ; pertanto chi affida la fotoprotezione al fondo tinta dovrebbe riapplicarlo ogni 2 ore. Esistono poi dei fondo tinta con SPF superiori, che noi raccomandiamo per la fotoprotezione annuale (i cossidetti "city block).

In un recentissimo articolo la grande cosmetologa Zoe Diana Draelos discute le possibilità di aumentare il grado di soddisfazione delle pazienti riguardo l'applicazione cutanea dei filtri solari.

Quali sono i punti fondamentali dell'articolo della Draelos ?

1)La Paziente si lamenta che il filtro è viscoso e appicicaticcio: tutto ciò dipende dalla concentrazione della sostanza attiva che è tanto maggiore quanto più alto è il fattore di protezione solare..L'autrice consiglia di usare il fattore di protezione solare più basso possibile in rapporto al fatto che la differenza dei filtri nel bloccare la radiazione UVB è solo del 4%. Vorremmo a questo punto commentare che comunque con un fattore di protezione più basso saremo comunque costretti ad una applicazione più frequente, cosa scarsamente accettabile per una buona parte di pazienti.

2)La paziente si lamenta che il filtro solare rende più calda la pelle. Ciò dipende dall'uso di filtri chimici (metossicinnamato, benzofenone, ecc) i quali trasformano in calore la radiazione UVB. L'autrice suggerisce pertanto l'uso di un filtro fisico con ossido di zinco o biossido di titanio.Nostra osservazione: ma quali filtri fisici sono accettati dalla paziente?Spesso per le pazienti il fastidio del solo filtro fisico è maggiore dello stesso aumento di calore cutaneo.

3)I filtri solari sono causa di acne.Trattasi normalmente di una eruzione consistente in papule infiammatorie, senza comedoni chiusi o aperti, che la Draelos considera una dermatite da contatto irritativa.La cosmetologa consiglia l'esecuzione di prove su zone ristrette prima della applicazione sul viso;inoltre ritiene che una delle cause di"acne" potrebbe essere l'occlusione prodotta da sostanze resistenti all'acqua.IN questi casi, l'autrice sconsiglia prodotti "waterproof" in favore di formulazioni più leggere da applicare più di frequente.

4)IL filtro solare pizzica quando applicato.(soprattutto se va nell'occhio)Per l'Autrice questo fenomeno accade più di frequente con le formulazioni in gel per l'alta concentrazione di sostanze alcoliche. Questi prodotti vanno evitati nella zona perioculare dove andranno preferiti stick più pesanti. Il concetto fondamentale- conclude la Draelos- e questo lo dobbiamo assumere come insegnamento fondamentale-è scegliere il giusto filtro solare in rapporto alla zona cutanea che intendiamo proteggere.

5)IL filtro solare non funziona.Ciò può dipendere da una insufficiente applicazione del prodotto ma anche dalla loro "sostantività" vale a dire dalla loro capacità di rimanere in sede .Il fattore di protezione solare si riferisce ad una situazione ideale in assenza di traspirazione, di contatto con acqua, bassa umidità, assenza di vento... Non tutti i filtri con lo stesso fattore di protezione sono uguali- conclude l'autrice.. Scegliete quelli di buona marca..

6)I filtri solari danno un effetto lucido e non vanno d'accordo con i cosmetici del viso.

Anche in questo caso l'Autrice raccomanda -sulla base della non necessità di filtri alti- l'uso di fondo tinta con adeguati filtri solari e l'uso di ciprie in polvere per ridurre l'effetto lucido. Valgono in questo caso le nostre riserve espresse già al primo punto sulla necessità di più frequenti applicazioni per avere un rigoroso effetto di fotoprotezione. Anche in frequenti problematiche dermoplastiche(eritrosi, melasma, ec), o dopo interventi di laserterapia, l'uso di filtri bassi può essere fonte di inconvenienti.

 

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