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DERMATOLOGIA COSMETICA e LASERTERAPIA DERMATOLOGICA
a cura del Dott. Giuseppe Parodi
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Curare  l'acne   senza  farmaci,pillole  anticoncezionali  o  tantomeno    isotretinoina  : tutto  quanto  è  stato  ribadito  nel  corso  dell'Incontro  sulla  Terapia  fotodinamica   svoltosi  a Milano il  19  Novembre Scorso.

Come   è  possibile  ?  

E'  possibile tramite  una  sostanza  che si  chiama  acido  aminolevulinico che   avviene  applicato  sulla  zona  acneica  e  successivamente i  protoporfirina    9  dopo   l'applicazione di  una  luce   emesso  da   diversi tipi  di  apparecchiatura,luce  blu,luce  pulsata,635  e  anche   dy  laser. All'Istituto  Humanitas,dove  è  stato   svolto  il  corso   utilizzano  una   particolare  sorgente.  luminosa. chiamata   S-630.

Va   osservato  che  la cute  viene  preparata  almeno  15 giorni  prima  con  prodotti  a  base  di  acido  salicilico  e   glicolico (micropeeeling) rigorosamente   in   lozione e  dopo   applicazione  di   acido  aminolevulinico  per   occluso  per  due  ore  la  cute  viene  irradiata con  questa   sorgente. La  zona  trattata   può  rimanere eritematosa  ed   edematosa.per   alcuni  giorni.

I  risultati  ottenuti   sono   molto  validi  e  comunque   dipendono da  soggetto  a  soggetto.Possono  nel  tempo  essere  fatte  più  di  una  applicazione ma  sempre   continuando  esclusivamente  prodotti    a  base di   acido  glicolico e  salicilico ,intervallati  con   prodotti  a  base  di   acido  retinoico.

Una   vera  e   propria  rivoluzione  per  chi  è  abituato  all'antibiotico,alla  pillola assunta   per    moltissimi  anni  o  addirittura  alla  isotretinoina   farmaco  sempre  più  discusso  anche  se  di  indubbia efficacia. Ancora   più  innovativi  sono  i  dispositivi  per   uso  domiciliare   (gestiti  comunque   dal  dermatologo)  per  trattare a  casa   l'acne  con  la  la  terapia  fotodinamica. Con  questo  dispositivo  ,sempre   previa applicazione  di  acido  aminolevulinico, la  durata  della  applicazione risulta  di  tre  ore anzichè  di  dieci  minuti ma  il paziente   può continuare  a  svolgere la  sua  normale  attività. Ciò  evita  l'attesa  in  studio che  al  momento  è  di  ben  due  ore   tra  l'applicazione   dell'acido  aminolevulinico e  l'applicazione  della luce.

La  stessa  applicazione può  essere ripetuta  nel  tempo a  seconda  delle  necessità.