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DERMATOLOGIA COSMETICA e LASERTERAPIA DERMATOLOGICA
a cura del Dott. Giuseppe Parodi
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Macchie cutanee

I LASER NELLE LESIONI PIGMENTATE

I laser rappresentano un utile strumento per la cura delle lesioni pigmentate ("macchie")superficiali,  Essi garantiscono una maggiore selettività di azione rispetto ad altre  metodiche quali  la  crioterapia  o  il  peeling, le quali riducono il pigmento non perchè agiscono sul melanocita ma semplicemente perchè producono un danno cellulare aspecifico.

I laser sono indispensabili inoltre nel trattamento delle lesioni pigmentate profonde e miste.

I laser che vengono utilizzati sono i laser q.switch i quali emettono impulsi nell'ordine dei nanosecondi. essi sono i laser a rubino (694 nm) l'alexandrite (760nm) e il ndyag duplicato (532-1064). Questi laser sono in grado di distruggere selettivamente il melanosoma con lisi della cellula che lo contiene. Ciò è accompagnato a evidenti fenomeni macroscopici quali l'imbiancamento della cute trattata (" effetto popcorn") Essendoci anche un effetto fotomeccanico si genera una esfoliazione che dura 7-10 giorni, senza alcun effetto cicatriziale .

E' molto importante eseguire prima la diagnosi dermatologica perchè da ciò discende la localizzazione del pigmento e quindi il tipo di lunghezza d'onda che deve essere impiegata.

Lesioni superficiali

I laser PDL (510 nm) QSR e al Qsnd:Yag 532nm possono essere utilmente impiegati nel trattamento delle lesioni pigmentate quali le lentigo. In particolare il laser Q switched ndYag 532 è ottimale per tutte le pigmentazioni superficiali in quanto la sua lunghezza d'onda è ben assorbita sia dalla melanina che dalla emoglobina, ma la durata dell'impulso lo rende selettivo per i melanosomi. Appartengono a questo gruppo le lentigo benigne, le efelidi, le chiazze caffelatte, il nevus spilus, le cheratosi seborroiche e il melasma epidermico. E'stato descritto in letteratura l'abbinamento del trattamento laser con quello farmacologico (tretinoina + mequinololo)

Le lentigo possono essere trattate anche con luce pulsata (IPL) non laser ;questo vale soprattutto per le lentigo nei fototipi chiari.

Va considerata la possibilità di recidiva nelle chiazze caffelatte e nel melasma (in questo caso per ragioni ormonali)Nel nevo spilus l'utilità del laser è controversa mentre le cheratosi seborroiche rispondono bene anche ad altri trattamenti quali il courettage o il laser erbium.

Vedi foto lesioni iperpigmentate

Esistono poi le lesioni dermoepidermiche quali il melasma misto, il nevo di becker e e le iperpigmentazioni postinfiammatorie.

Nelle iperpigmentazioni postinfiammatorie il risultato è spesso brillante anche se è consigliabile l'esecuzione di un test su una piccola zona. In questo caso non bisogna dimenticare che la causa dermatologica del fatto infiammatorio (esempio: assunzione di farmaci fotosensibilizzanti) Il  trattamento  laser può essere più  utilmente  abbinato a  topici  schiarenti. Anche  il  laser  frazionato 1550 essendo considerato  un  "melanin  shuttle" può  essere  considerato uno  strumento  per  trattare  le  iperpigmentazioni.

Il nevo di Becker risponde con uno schiarimento della lesione anche se sono possibili recidive. Fondamentale è eseguire anche la depilazione nel contesto della lesione. Per  il  trattamento  del  nevo  di  Becker  col  laser consulta  articolo  del  dr  Parodi sul  sito  ISPLAD.

Per quanto riguarda le lesioni dermiche il laser ndyag 1064 è valido nel trattamento del nevo di Ota, delle chiazze mongoliche e dei nevi giunzionali, dermici e composti. In questo caso però, non essendoci una rimozione chirurgica, va considerata la possibilità di recidiva. Inoltre a nostro parere non vanno trattate le lesioni che possono essere considerate a rischio (nevi congeniti, nevi di Clark, ecc). Il  nevo  di Becker non  è a  rischio in  quanto  non ha  potenzialità  maligna.(Braun-Falco pagina  1514)

La iperpigmentazioni degli arti inferiori secondaria a trattamento scleroterapico sono costituite da emosiderina.IL trattamento è difficile e l'unico laser che può dare risultati è il ndyag 532. A  recenti  congressi sono stati descritti  validi risultati ottenuti  con  laser frazionati.

Il nevo di Ota a causa della sua profondità risponde meglio al laser Q switched 1064 e al Q switched ruby laser. Quest'ultimo laser è stato utilizzato per il trattamento dei nevi giunzionali. In quest'ultimo caso tuttavia bisogna essere sicuri che il nevo sia benigno e che quindi il problema sia solo estetico.

Al gruppo delle  lesioni iperpigmentate appartiene anche  il  melasma

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Leggi nella sezione  approfondimenti l'intervista  a Golberg (uno dei  massimi  esperti laser) sul  trattamento  laser delle iperpigmentazioni e  l'uso  del  laser frazionato  nelle iperpigmentazioni  postinfiammatorie

 

 

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