L’acido polilattico (PLLA) costituisce una delle metodiche antiage più originali a disposizione del dermatologo plastico in quanto consente di ottenere una produzione di collageno sicura e stabile nel tempo.
Quale sia il meccanismo con cui il PPLA agisca e con quali standard di sicurezza per il paziente è stato valutato in alcuni importanti lavori,anche molto recenti (1,2)
Un primo dato riguarda la degradazione della molecola di acido polilattico.Questo polimero,una volta iniettato nella cute,viene sottoposto da un processo di degradazione (3) progressivo nel tempo: viene idrolizzato in lattato,convertito in piruvato dalla latticodeidrogenasi e ossidato a Co2 dai mitocondri.La Co2 viene poi eliminata ampiamente dai sistemi respiratori.
Tuttavia l’effetto antiage del PLLA è dovuto ad un aumentata produzione di collageno legata ad una reazione da corpo estraneo;studi in questo senso sono stati eseguiti sia su modelli animali che su modelli umani.
In studi eseguiti su modelli animali (3) veniva valutata la comparsa della capsula di tessuto connettivo a 1,3,6 mesi dalla iniezione. Nella prima fase si assisteva ad un aumento delle cellule connettivali (delle dimensioni di 100 micron) che si riducevano a 60 dopo sei mesi con progressiva riduzione della componente cellulare e un aumento della quota di collageno.Contemporaneamente il PLLA a sei mesi veniva degradato per il 58%.
Negli studi eseguiti sull’uomo (4) veniva invece dimostrato che dopo 3 mesi i cristalli di PLLA erano intatti ma circondati dai macrofagi e dopo 9 mesi le stesse particelle erano completamente scomparse. Tuttavia l’effetto indotto dal polilattico persiste per molto tempo la sua scomparsa nella cute (circa due anni)
La sicurezza del PLLA veniva studiata in un importante lavoro (2) riguardante 277 pazienti provenienti da 4 diverse sperimentazioni tutti riguardanti soggetti HIV positivi. L’effetto collaterale più importante descritto in tutte e 4 le sperimentazioni fu costituito dalla comparsa di “papule sottocutanee” presenti rispettivamente in un 52% 31% 6% e 13% dei soggetti trattati .IN tutti i soggetti trattati inoltre non si riscontravano variazioni dei valori ematici della conta del CD4.
Gli studi più recenti (1) hanno comunque messo in rilievo (cosa peraltro già conosciuta) che l’effetto collaterale più importante (vale a dire la comparsa delle papule) può essere evitato tramite una ricostituzione del PLLA con adeguata preparazione iniettabile ,seguita da una corretta agitazione del materiale ricostituito,oltrechè con una corretta tecnica di iniezione e un accurato massaggio post-iniettivo
1)Nick.J
Lowe Optimizing
poly-L-lactic acid use
Journal of Cosmetic and Laser Therapy 2008 ;10:43-46
2)Peter
Engelhard,Gail Humble &Douglas Mest Safety
of Sculptra: a
review of clinical trial
data Journal of Cosmetic and
Laser Therapy 2005;7
:201-205
3)
Gogolewski S Jovanovi M,Perren SM Dillan JG Hughes MK Tissue response
and in vivo degradation
of Pla J
Biome Mater Res 1993
27 ::1135 –48
4)
Lemperle G,Morhenn V,Charrier U Human
histology and persistence of various
iniectable filler substances
for soft
tissue augmentation
Aesthetic Plast Surger 2003 ;27
:354-66 discussion 67