Esistono numerosi
problemi dermatologici di cui possono soffrire
coloro che (sempre più numerosi..) praticano attività sportiva.
Gli agenti
causali sono vari e si suddividono
in traumatici, chimici, biotici .
In questa
prima sezione prenderemo in considerazione le
dermatosi da stimoli traumatici.
Il quadro
clinico più frequente è senza dubbio costituito
dalle bolle da frizione che interessa prevalentemente
i piedi, a causa della frizione esercitata da scarpe
strette.Tuttavia nei corridori e nei ciclisti si possono
avere delle localizzazione anche in sede inguinale per
lo sfregamento contro gli stessi indumenti.
Una evenienza
molto frequente è quella delle callosità e
lichenificazioni che assumono aspetti diversi a
seconda della pratica sportiva.
Coloro che
praticano ginnastica e body builder presentano
spesso delle callosità multiple a sede
palmare lungo le articolazioni.Talora all'interno
delle callosità si possono osservare dei fenomeni
emorragici.
Lesioni ipercheratosiche
si possono osservare anche nei canottieri e
nei sollevatori di pesi.In questi ultimi
si osservano si osservano due tipi di lesioni
caratteristiche:le callosità bilaterali delle mani in
corrispondenza dello sfregamento del nastro per
tenere bloccati i polsi e lesioni ispessite in
genere di colore bruno sulla faccia
anteriore delle gambe provocate dal contatto col
bilancere durante il sollevamento del peso.
Il canoista
va incontro invece ad una callosità presente
nello spazio interdigitale della prima articolazione
metacarpo-falangea per lo sfregamento continuo con
la pagaia.Questa callosità, a causa delle
frequenti uscite in mare, può andare incontro
anche a macerazione.Più raramente si assiste, nel
canoista, alla cossidetta "natica del navigatore"
dovuta allo sfregamento contro la panca metallica
del vogatore: si tratta di una chiazza scura, localizzata
alla natica che riproduce la forma del bordo
posteriore della panca metallica.
Lesioni ipercheratosiche
si riscontrano nei surfisti, generalmente alle
gambe e ai piedi, e nei pugili, in
corrispondenza del dorso delle dita, ma solo in
coloro che praticano l'allenamento al sacco senza
guantoni.
Una alterazione
molto caratteristica è costituita dall'"orecchio
a cavolfiore":si tratta di una alterazione
che interessa i padiglioni auricolari in
maniera bilaterale sotto forma di esuberanze cartilaginee
ed è dovuto a processi proliferativi come difesa contro
gli insulti meccanici.Colpisce generalmente i
lottatori e giocatori di rugby.
Colpiscono
prevalentemente le donne, invece le papule piezogeniche, consistenti
in lesioni tondeggianti di colore giallastro, presenti lungo
i bordi esterno e mediale dei talloni e
lungo il bordo esterno d el piede.Sono dovute
ad erniazioni di tessuto adiposo in seguito a traumi
di lieve entità.Colpiscono soggetti che praticano
ripetuti salti da fermo.
Il "black
heel" è in realtà una porpora traumatica
dei piedi che si osserva nei calciatori e nei
giocatori di basket: consiste in chiazzette
di colore nerastro sulla faccia posteriore del tallone.E'
dovuta a piccole emorragie nello strato
superficiale della pelle.Ripetute microemorragie sono
anche responsabili della "natica del corridore"
che producono una iperpipigmentazione nella parte
alta dei glutei.
I soggetti che
praticano corse su lunghe distanze possono
presentare delle erosioni dei capezzoli a causa dello
sfregamento contro i tessuti ruvidi.
Infine
due osservazioni su due affezioni apparentemente
conosciute e banali::le smagliature che sono sì in rapporto
al sollevamento dei pesi ma possono essere anche
il segno di assunzione di steroidi anabolizzanti e
l'ematoma subungueale dell'alluce. Quest'ultimo non ha
sempre un insorgenza. acuta come in genere si
crede ma può formarsi lentamente in modo asintomatico.
I soggetti
che praticano sport possono presentare delle dermatosi
da agenti chimici.
Tra queste
ricordiamo la colorazione verdastra dei capelli in
soggetti che praticano nuoto in piscina.Questo
fenomeno si verifica (solo nei soggetti biondi)
per assimilazione degli ioni rame nella matrice
del pelo.Il rame delle piscine può derivare
dalla corrosione dei tubi attraverso cui s corre l'acqua
o da preparati anti-alghe di solito conservati
in recipienti di rame.
Le dermatiti
da contatto sia quelle eczematose che non eczematose, sono
di frequente riscontro negli sportivi.Le cause
più comuni di dermatite allergica da contatto
sono da ricercare nell'abbigliamento sportivo :indumenti protettivi
in plastica o gomma (ginocchiere, proteggi stinchi, proteggi braccia, .proteggi
spalla, guanti di materiale vario, scarpe di gomma
e di pelle, caschi, elmetti, occhiali protettivi, occhialini e
maschere da nuoto, pinne e muta da sub ) . Le sostanze
interessate più frequentemente sono le tiouree, parafenilendiamina, tiourami,
resine fenolformaldeidiche.La polvere usata da alcuni
sportivi per migliorare la presa può provocare
sensibilizzazione da contatto alla colofonia.
Fra i
medicamenti topici usati dagli sportivi i rubefacenti,
usati per scaldare i muscoli, o per il trattamento
di distorsioni e contusioni, possono provocare dermatiti
da contatto.Lo stesso si può dire per gli
antinfiammatori non steroidei.Gli occhialini da nuoto
e il boccaglio da sub possono provocare depigmentazioni
per la presenza di antiossidanti nella gomma con
azione tossica sui melanociti della cute.
Esistono
poi le dermatosi da agenti biotici.Tra le infezioni
virali ricordiamo l'herpes simplex, provocato
dallo stretto contatto fisico nei lottatori e nei
giocatori di rugby.In varie pratiche sportive
sono comuni le verruche plantari, a causa del
contatto con il bordo delle piscine e con
il pavimento delle docce.
Per quanto
riguarda le infezioni batteriche, ricordiamo le follicoliti
e le impetigini nei calciatori e la cheratolisi punctata, caratterizzata
a livello plantare da aree biancastre alternate
ad erosioni puntiformi, abbinata quasi sempre ad
iperidrosi plantare.
Nei nuotatori, è
facile riscontrare la otite acuta esterna dovuta la fatto
che l'esposizione prolungata all'acqua determina macerazione dell'epitelio
del canale auricolare e quindi favorisce la penetrazione di
germi patogeni.I sommozzatori possono sviluppare follicoliti
da pseudomonas aeruginosa, localizzate in genere nelle
zone coperte dalla muta.Nelle piscine è
possibile, per quanto raro, il contagio con Mycobacterium
marinum in grado di provocare una lesione nodulare o
nodulo ulcerativa.
Fra le infezioni
micotiche si segnala il piede d'atleta che si
può manifestare sia come macerazione e fissurazione
interdigitale sia come desquamazione plantare.Molte
attività sportive espongono al rischio di intertrigini
micotiche che si possono localizzare sia alle
grandi pieghe che alle piccole pieghe.Nei nuotatori, la prevalenza
delle onicomicosi sembra triplicata rispetto alla
popolazione generale.
Tra gli
altri agenti biotici in grado di provocare
dermatosi negli sportivi ricordiamo le dermatiti da
meduse e (ancora più gravi) quelle da anemoni;le
punture accidentali con spine da ricci di
mare, in grado di provocare sia sintomi immediati
(bruciore, escoriazione ed edema)che ritardati (i cossidetti
"granulomi "da riccio di mare).Pericolose le punture
con tracine, razze e scorfani in grado di originare
talora sintomi sistemici importanti, a dispetto
di lesioni dermatologiche modeste.