I retinoidi topici costituiscono lo strumento principale
per il ringiovanimento del viso:la pelle trattata con tretinoina mostra una
normalizzazione delle atipie cellulari, una deposizione di nuovo collageno,
e una formazione di nuovi vasi. Tutto ciò determina un consistente miglioramento
della tramatura cutanea. L'uso dell'acido retinoico va impostato a secondo del
tipo del pelle. Uno dei principali problemi dell'acido retinoico è legato alla
tollerabilità: in caso di comparsa di effetti collaterali bisogna continuare
il prodotto fino a che si ottiene la tolleranza naturale- L'acido retinoico
va utilizzato una volta alla sera e può essere seguito dopo venti minuti dall'applicazione
di un emolliente. Il suo utilizzo deve essere sempre accompagnato dalla applicazione
di un filtro solare al mattino. Nel caso di comparsa di dermatiti irritative,
l'applicazione deve essere sospesa e ripresa poi dopo 3-4 gg.
.Anche la retinaldeide applicata sulla cute ha la capacità di essere
trasformata in acido retinoico. E'importante sapere che il retinolo, che ha
un attività antiossidante, è in grado di essere trasformato nella cute in quantità
molto basse di acido retinoico, il vero composto attivo, e che quindi tutti
i prodotti a base di retinolo di non prescrizione dermatologica non sono molto
efficaci, anche se sicuramente più tollerati dell'acido retinoico.
Schema della interconversione tra retinoidi
E'importante puntualizzare che l'azione dell'acido retinoico non
si esplica solo una banale azione esfoliante ma attraverso una azione modulante
sui recettori presenti sia nell'epidermide che nei fibroblasti.
L'acido glicolico, il più conosciuto della famiglia degli idrossiacidi,
a basse concentrazioni provoca un distacco dei cheratinociti, mentre ad alte
concentrazioni provoca epidermolisi.
L'uso domiciliare dell'acido glicolico o di peeling a bassa concentrazione
ha un effetto esfoliante ma non ha gli stessi effetti antiaging dell'acido retinoico
poichè non produce un aumento della sintesi di collageno.(Obagi) Esiste anche
una nuova generazione di idrossiacidi, costituita dai polidrossiacidi, i quali
presentano una maggiore tollerabilità rispetto agli alfa. Appartengono a questo
gruppo il gluconolattone e l'acido lattobionico.I n particolare quest'ultimo
si è dimostrato un efficace inibitore delle metallo proteinasi, enzimi responsabili
della degradazione del collageno. Un recente studio della
Draelos (aprile 2008) ha messo in rilievo il benefico
effetto antiaging dell'acido ferulico..
Anche la applicazione topica di estrogeni ha dimostrato la capacità
di agire sul fotoaging.
Un ruolo spetta anche alla vitamina C, di cui sono note le proprietà
antiossidanti, fotoprotettrici e schiarenti.
Un ruolo antiossidante ha anche la vitamina E, la quale nei preparati
topici cutanei ha anche azione fotoprotettrice, idratante e antinfiammatoria.
Uno
dei problemi è rappresentato dalla conversione della vitamina E acetato nella
sua forma attiva.
Azione antiossidante hanno anche i polifenoli.(resveratrolo)

Un ruolo idratante ha la vitamina B5, o pantenolo, la niacinamide
(utilizzata anche come prodotto anti acne).
La moderna cosmetologia ritiene comunque che l'effetto della vitamine
sulla cute sia maggiormente garantito da una corretta assunzione delle stesse
per via generale e che l'effetto antiossidante per uso topico sia molto limitato.
Tra i cosmetici locali recentemente introdotti ricordiamo l'acetilesapeptide
che ha la capacità di inibire il rilascio di neurotrasmettitori e quindi ha
un azione botulino simile (usato nelle maschere e in cosmetici antirughe) e
l'SCA (estratto di tartaruga) dotato di effetto tensore (anche se di effetto
limitato nel tempo)